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    Castellana Grotte

    Castellana Grotte è nota a tutto il mondo per il prezioso mondo ipogeo scoperto negli anni '30 a soli due chilometri dal centro abitato. Ma tornando indietro nel tempo le origini di questa città sono da farsi risalire al 910, quando se ne ritrovano le prime tracce in alcune fonti documentarie. Nel 1098 il conte Goffredo, il feudatario della vicina Conversano, dona al Monastero di san Benedetto l'intera giurisdizione feudale sugli abitanti di Castellano, che gli aveva precedentemente donato insieme con un vasto territorio circostante. Goffredo, tra le altre cose, concesse all'abate di San Benedetto, la facoltà di radunare gente, al fine di incrementare la famiglia colonica di Castellano.

    Nel dicembre del 1266 Papa Clemente IV concede il monastero di Conversano, abbandonato, a un gruppo di monache cistercensi, fuggite dalla Morea in Grecia. Alle monache il papa concesse tutta intera l'eredità monastica, nulla eccettuando, nemmeno la giurisdizione ecclesiastica. Così la badessa di San Benedetto di Conversano vide trasferita nella sua persona la potestà ordinaria sul clero e sul popolo di Castellano, diventandone prelata. E come tale si vide insignita dell'onore della mitra e del pastorale. Era nato il 'Monstrum Apuliae', lo stupore di Puglia. Tale giurisdizione quasi vescovile durò ininterrotta fino al 1810.

    La storia più recente è, invece, legata al nome di Franco Anelli (1899-1977), uno dei padri della speleologia italiana che rese famosa in tutto il mondo Castellana. Docente di geografia all'Università di Bari, direttore delle Grotte di Postumia, scoprì nel 1938 le Grotte di Castellana, che diresse fino alla morte. Questi episodi storici hanno contribuito a comporre la caratterizzazione di una città ricca di spunti artistici ed architettonici, oltre che di una forte tradizione culturale e agricola. L'anno da queste parti è scandito da alcuni appuntamenti fissi davvero suggestivi: la festa della Madonna della Vetrana, a cui la città ha espresso un voto devozionale dopo essere stata liberata dalla peste che l'afflisse nel XVII secolo, illuminata dalle fanove, i caratteristici falò; la Festa d'aprile sempre dedicata alla Madonna con processioni, luminarie, concerti e fuochi pirotecnici; la Sagra del pollo e del coniglio, una tra le più antiche della regione, durante la quale vengono allestite vetrine satiriche e grandi tavolate imbandite riempiono il paese.